Oggi, 30 giugno 2008, alle ore 19 presso la chiesa della Scuola Maria Luigia a Chiavari in Via Santa Chiara 20, ricordiamo con una messa il terzo anniversario dell'ingresso in Paradiso del nostro amico Simone.
"Lui [Gesù] è il destino, perché è Dio che passa attraverso la proposta e l’indicazione che dà alla tua libertà, è il destino che si sottopone alla tua libertà, che ti ama talmente da condizionarsi alla tua libertà. (...) Gesù è il destino che indica e si propone alla tua libertà nel suo aspetto più infantile, più ingenuo e buono, più elementare, che è il pianto o la domanda".
Luigi Giussani

(Don Pino De Bernardis e Claudio Chieffo)
Anche se il mio primo incontro con la comunità cristiana era avvenuto in una parrocchia appena fuori Sestri Levante, adagiata su una collinetta, ragazzino di seconda media che si era trovato là portato a viva forza da sua sorella maggiore, nelle domeniche in cui dei “grandi” (che mi domandavo: ma come mai delle persone adulte perdono il loro tempo con i ragazzini?) li facevano cantare e giocare, e c’era questo sacerdote, questo incredibile personaggio che lo chiamavano “don Batti”, è stato un altro prete, di Chiavari, ad accompagnare me e tanti miei amici negli anni delle scuole superiori.
Ho anche avuto la fortuna di averlo per un anno come insegnante di religione, nel mio anno peggiore dell’adolescenza, in cui sbandavo di qua e di là: erano gli anni 70 e certe sirene adulatrici ci facevano credere che la felicità si poteva trovare in uno spinello o a giocare alla rivoluzione. Io ci cascavo spesso, nel tranello, ma c’era sempre questo prete che dall’altra parte della classe ti trapassava con gli occhi e ti faceva sentire nudo. E pirla. Perché lui sapeva quale era la verità per la tua vita, meglio di te stesso.
Allora non potevi fare a meno che seguirlo, anche se lottando con il tuo orgoglio. Quando don Pino De Bernardis parlava, questo è il nome di questo sacerdote, alle assemblee, in classe o in chiesa, tremavano anche i muri. Volevi nasconderti, davanti a quelle parole dette con forza e passione che indicavano chiaramente una strada. E noi ragazzi, balordi come solo i ragazzi possono essere, che ci nascondevamo nelle nostre chiacchiere. Ricordo ancora una volta quando, durante una messa, mandò giù dall’altare qualcuno: “Ha detto don Pino di smetterla subito di fare casino altrimenti uscite fuori”. Argh. Come aveva fatto a beccarci, ci eravamo anche nascosti dietro una colonna… Rimanevi paralizzato. E ricordo una volta che ce ne stavamo sdraiati sul pavimento della sede, a perdere tempo, la cosa che sapevamo fare meglio. La porta del suo studio si aprì di botto, e lui, a fissarti con pazienza e amore: “Ma ragazzi, non avete i compiti da fare? Non sprecate così la vostra vita”.
Perché lui sapeva sempre riprenderti e riportarti al vero, al bene per la tua vita. Nello stesso modo in cui ha guidato da tanti anni la comunità cristiana di Chiavari.
Per noi ragazzi “degli anni 70” don Pino è stato un padre come talvolta neanche i padri veri riescono a essere. Poi uno cresce e va per la sua strada, come succede in ogni famiglia. E se siamo diventati un po' uomini, lo dobbiamo a lui e ai tanti adulti che allora ci avevano fatto compagnia. Che sia venuto fino a Milano, anni dopo, nel giorno più importante della mia vita, quello del matrimonio, è stata la conferma se mai c’era bisogno di saperlo, che una compagnia vera al destino non finisce mai. Magari non ci si vede per anni, ma la strada finisce sempre per abbracciare nuovamente quella dell’altro. Perché è bella la strada che porta a casa.
Così, tanti auguri don Pino, non potrò essere alla festa per i tuoi 50 anni di sacerdozio, ma ci saranno i miei amici, per cui sarà come se ci fossi: grazie per averci fatto sempre compagnia.
Lettera dei genitori di Andrea (un bimbo "speciale")



http://mirabiliadei.it/accoglienza.htm
Amici,
abbiamo appena ricevuto una notizia bellissima che riteniamo segno dell'attenzione e della predilezione che il Signore ha per noi: l'opera “Mirabilia Dei” è una realtà sociale che raggruppa diverse case-famiglia nelle quali scelgono di vivere, insieme a persone disabili, molte famiglie del movimento di Comunione e Liberazione; è stata inaugurata da poco una nuova casa in Puglia e precisamente a Matino (Le) e alcuni nostri amici che sono direttamente coinvolti in questa iniziativa e che ci vogliono bene hanno pensato di intitolare proprio a Simone questa nuova casa famiglia!
Siamo davvero grati e felici che il nome e il ricordo di nostro figlio siano affiancati ad una esperienza così vera e bella (e impegnativa!)
Alessandro e FrancescaQuando la musica è "popolare", attraversa e commuove il cuore del popolo. Un popolo che non è leggenda, non è favola, ma è gente che vive, che esiste. Nelle canzoni di Davide Van De Sfroos c'è la passione per la realtà, quella realtà che oggi viene negata e derisa.
Dall'osservazione delle onde del lago può nascere una canzone: quelle onde che spesso noi non riusciamo a vedere, tanto siamo vittime di una realtà virtuale che altri inventano e ci impongono. Sono canzoni, le sue, che non vanno contro, non giudicano, ma raccontano senza nascondere, tanto meno quel senso religioso che appartiene a ogni uomo.
Questo ci accomuna a Davide Van De Sfroos e ai suoi 40 passi" verso il mistero.
Domenica 15 Giugno 2008, h. 21.00
Teatro Sala Fontana Via Boltraffio, 21 - 20159 Milano - M3 Zara
Incontro/Concerto con Davide Van De Sfroos
Conducono Paolo Vites (redazione Jam) e Massimo Romanò (Direttore di Bergamo TV)
Interviene Maurizio Zottarelli (giornalista di Libero e scrittore)
A seguire concerto di Davide Van De Sfroos in set acustico.
Info e prenotazioni:
grillocantante@gmail.com